Ieri il Presidente del Consiglio Draghi, annunciando ulteriori restrizioni nei luoghi di lavoro per imporre il green pass ovunque, ha citato Beniamino Andreatta come esempio di uomo di governo che prende provvedimenti impopolari ma necessari.
Il nome di Andreatta, come quello di Carlo Azeglio Ciampi è indissolubilmente legato al primo atto della distruzione del tessuto socio economico italiano, la separazione tra Banca d’Italia e Tesoro, decisione che dal 1981 obbligò lo Stato a finanziarsi sui mercati internazionali, privandolo del prestatore di ultima istanza. Fu il primo atto della trasformazione del sistema di economia mista creato nel dopoguerra che venne progressivamente sostituito dai parametri del neo-liberalismo che si affermarono con le privatizzazioni degli anni 90, di cui Mario Draghi fu protagonista e regista come Direttore Generale del Tesoro, abbiamo analizzato più volte questi passaggi decisivi nel nostri articoli sulla storia dell’attuale Presidente del Consiglio.
Ieri Draghi si è chiaramente posto come continuatore di quel decisionismo che prevede una mano libera totale alle élite finanziarie che si sostituiscono di fatto ad una classe politica ormai ridotta a triste comparsa di “ridicoli” selfie, quel decisionismo che prevede di assecondare la “distruzione creativa del mercato”, giudicato più efficiente di un settore pubblico sistematicamente distrutto dalla logica neo-liberale, che porterà alla chiusura migliaia di piccole e medie imprese messe in ginocchio dalla pandemia e non in grado di risollevarsi economicamente, anche a causa della scarsità dei ristori effettivamente erogati.
In questa logica, masse di lavoratori dovrebbero spostarsi verso le imprese “più virtuose”, in un quadro generale di modifiche del mercato del lavoro in direzione di una flessibilità ancora più marcata che porterebbe ad ulteriori tensioni al ribasso sui livelli salariali, in una logica di gioco al massacro che ricorda addirittura l’ideologia liberista degli albori che venne poi spazzata via dalla seconda guerra mondiale e che getterebbe nella disperazione centinaia di migliaia di lavoratori e di piccoli imprenditori.
In questo senso la pandemia ha funzionato come un potente acceleratore di dinamiche in evoluzione nella stessa direzione da alcuni decenni, la situazione di emergenza o presentata come tale ha permesso a Draghi di porsi come attore principale delle decisioni politiche, di cui era stato fino ad ora un potente suggeritore ed ispiratore ma questo era il momento di mostrarsi a volto scoperto, senza più maschere, anzi con il potente alibi dell’interesse generale per la “salute pubblica, con il paradosso che coloro che hanno semi distrutto la sanità pubblica si sono posti a paladini dei cittadini, in una recita dove chi scrive il copione riesce a cancellare il semplice e basilare principio di “non contraddizione”.
L’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro, sia nel settore pubblico che privato, non ha nulla a che vedere con la lotta alla diffusione del virus che dovrebbe passare attraverso il rafforzamento della medicina di base e degli strumenti di tracciamento che andrebbero estesi e generalizzati, ovviamente in modalità gratuite come dovrebbe succedere in una situazione di emergenza. Ma Draghi ha ben altre priorità rispetto alla salute dei cittadini e nessuna delle forze politiche rappresentate in Parlamento si oppone ricordando chi sia e a quali élite finanziarie risponde, anche chi rappresenta l’opposizione rassicura regolarmente le stesse élite con dichiarazioni del tipo” il problema non è Draghi in sé ma il fatto che sia succube della sinistra”, aggiungendo un tocco di farsa ad una tragedia che prende pieghe sempre più inquietanti.
Del resto anche Carlo Azeglio Ciampi venne “osannato” a destra come “Presidente patriota, in tutto questo ritroviamo il filo conduttore del tradimento di una intera classe politica che non fa altro che scambiarsi i ruoli in un teatrino in cui tutte le maschere stanno cadendo e ogni finta parola d’ordine, tesa a identificare una dialettica laddove esiste in realtà una unanimità di intenti, agisce come arma di inganno di massa.

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